Inizia una nuova serie dedicata alla seconda parte del mio motto “Se sai chi sei, sai dove vai!“.
Il concetto di trovare la strada perde il suo significato profondo quando insistiamo nel volerci incasellare in un’unica definizione di identità come metro di misura. In realtà, noi siamo il risultato delle matrici che formano la nostra personalità poliedrica, sommate alle molteplici esperienze accumulate con le reincarnazioni.
Ecco perché potresti sentirti smarrita, soprattutto se i tuoi interessi non si contano sulle dita di una mano. Avere una natura multipotenziale non è un limite come vuole farci credere la società, ma una risorsa che dirige il tuo cammino verso il raggiungimento della tua missione dell’anima, il motivo per cui esisti.
SMARRIRE LA STRADA
Quando ho iniziato il mio percorso per cercare la strada che rispecchiasse la mia missione di anima, volevo trovare una passione che confermasse la mia identità, l’autorevolezza in cui riconoscermi e farmi riconoscere. Saltavo da un’attività all’altra senza soffermarmi ad ascoltare le sensazioni che mi stavano lasciando.
Mi scontravo con il dogma della società moderna che ti obbliga ad avere un’unica identità riconoscibile. Se nasci parrucchiera devi morire parrucchiera, se nasci disegnatrice devi morire disegnatrice. Ci viene negata la possibilità di esplorare la nostra natura meravigliosamente complessa.
Secondo la mia esperienza, invece bisogna accettare che siamo predisposti naturalmente alla ciclicità e quindi al cambiamento: ciò che ti soddisfa e ti fa sentire autorevole oggi, non è detto che lo faccia anche domani! L’autorevolezza non si costruisce sulla singolarità come unico modo per sentirci rappresentati, ma sulla pluralità. Un passatempo o una passione non hanno un tempo definito, possono durare un giorno come un anno, ciò che conta è come la tua anima entra in risonanza.
Quando ho capito che dovevo imparare ad ascoltare le emozioni per riconoscere l’autenticità delle mie passioni, sono riuscita a dare valore alla mia personalità multipotenziale. Non puoi cambiare chi sei, ma puoi trovare un compromesso che coniughi la tua libertà di espressione con una società individualista.
La convinzione di doverci portare nella tomba un’unica identità genera solo ansia. Lo smarrimento della strada, in realtà, ha radici proprio nel modo in cui la storia ha dato significato al concetto di passatempo.
ORIGINE DEL PASSATEMPO
L’origine di “passatempo” risale alla rivoluzione industriale quando le persone, dopo lunghe ore di lavoro, riuscirono a ottenere la regolarizzazione dell’orario, conquistando del tempo libero. Lo stato era preoccupato che i cittadini, non sapendo come gestirlo, potessero scegliere attività poco consone alla società; il mercato iniziò quindi a creare luoghi, eventi e giochi preconfezionati con il fine di canalizzare e intrattenere le masse.
Etimologia di hobby
La parola “passatempo” è spesso sostituita dal termine inglese “hobby”, che ha origini nel Medioevo. All’epoca, i contadini erano soliti chiamare i propri animali con nomi umani e uno dei più comuni per i cavalli era Robin. Successivamente, il nome fu riadattato in “hobin” per indicare affettuosamente i cavalli di piccola taglia. Le evoluzioni linguistiche hanno poi trasformato il termine nel definitivo “hobby”, che inizialmente indicava il gioco per bambini composto da una testa di cavallo su un bastone di legno. Il salto semantico per definire l’hobby come un passatempo per adulti risiede proprio nella concezione che debba essere “cavalcato” con la stessa genuina ossessione tipica dei bambini, dove conta il processo e non il fine ultimo.
EVOLUZIONE DEL PASSATEMPO
Il paradosso storico sottolinea come nell’Ottocento il passatempo servisse per consumare le ore libere, mentre oggi è sempre più necessario trovare il modo per riprendersi uno spazio personale, dove ricercare l’armonia interiore e vivere più serenamente la frenesia della società moderna.
Gli hobby erano nati come attività che avevano come obiettivo il valore della realizzazione: il collezionismo di francobolli, la pittura, la lavorazione del legno, il ricamo o la fotografia erano attività che assomigliavano al lavoro, ma finalizzate esclusivamente al piacere personale. Solo più tardi la concezione di hobby si è estesa anche ad attività senza uno scopo “produttivo”, come la musica o la lettura.
Includere un passatempo
Oggi, siamo abituati a pensare agli hobby come a un blocco di tempo da ritagliare nel fine settimana o in uno spazio che “avanza” dai doveri e impegni della giornata. Questo meccanismo è diventato deleterio, sempre più persone sono stressate perché non riescono a conciliare il piacere con il dovere, soccombendo sul piano psicologico ed emotivo.
Per evitare di rinunciare in partenza a un hobby, la strategia migliore è includere nella quotidianità le proprie passioni usando l’organizzazione e l’ottimizzazione come alleati per gestire il tempo con qualità. Talvolta pensiamo che non sia produttivo dedicare poco tempo a una passione, mentre è proprio nel processo che accade la magia della creazione.
Classificazione degli hobby
Oggi, il ventaglio di passatempi si è ampliato notevolmente, diventando un insieme di attività con diversi scopi, persino commerciali. Una classificazione degli hobby potrebbe essere riassunta in otto categorie:
- Attività manuali
- Attività collettive
- Attività sportive
- Attività artistiche
- Attività digitali
- Attività intellettuali
- Attività naturalistiche
- Collezionismo
Solitamente ognuno sceglie la categoria che sente più affine alla propria personalità, ma l’esplorazione di tutte le aree può diventare una risorsa fondamentale per lo sviluppo personale. Il passatempo è una risorsa per il benessere istantaneo che accompagna il tempo e seppure può essere svincolato dal concetto di identità, può essere visto come un terreno fertile su cui fare esperienza per riconoscere la passione che arde dentro di noi.
L’esperienza sul campo diventa fondamentale per capire risuona davvero con te. Spesso si cade nell’errore di credere che lo scopo della vita sia una missione unica, mentre la tua anima può essere chiamata a compiere diverse missioni autoconclusive.
Esempi di passatempo
PASSIONE VS PASSATEMPO
Il passatempo si distingue da ciò che possiamo definire passione principalmente per il suo legame con il tempo e l’identità, dove puoi riconoscere i talenti innati e le abilità da acquisire.
Il termine “passione” deriva dal greco “pàthos” e significa “soffrire”. Mentre l’etimologia latina è “passio” di “pati” e significa “patire”.
La sofferenza è un’emozione intensa che ti invita a rallentare per non sentire il dolore. Quindi, nella sua accezione terminologica, la passione è il puro atto di rallentare per trarne godimento dal processo creativo, un sentimento che guida il desiderio di raggiungere la massima espressione.
È in questo rallentamento che si entra nel flusso, in inglese “flow”. Il flusso è il rallentamento dello spazio e del tempo in cui la percezione cronologica si annulla dando spazio al processo di creazione che abita unicamente il presente.
Se un passatempo è vissuto come una passione, mette radici nell’identità dell’individuo. Il passatempo, al contrario, mantiene uno scopo ludico che non implica il concetto di successo o fallimento, ma il piacere stesso di esserci.
Passione come benzina
Per affrontare le sfide della vita, talvolta è necessario innalzare l’asticella dell’energia a un livello superiore, rispetto alla sfida stessa. Come dire, se la vita ti fa male, tu picchia più forte!
La passione diventa la benzina che muove il motore della tua energia. Ti fa perdere il senso del tempo, ti toglie la stanchezza aumentando l’adrenalina e ti restituisce il buonumore, diventi più creativa, ricettiva e propositiva. La passione è uno stato di violenta e persistente emozione che ti dona la forza motrice per affrontare qualsiasi evento che la vita ti proprone.
La passione è anche il simbolo dell’amore e non si riferisce per forza a una relazione, ma anche a un progetto, una missione di anima. Tutto ciò che accende il tuo entusiasmo tiene alta la motivazione. Gli ostacoli sono normali e non devono diventare causa di demotivazione.
Occupati del viaggio e non della meta, coltiva giorno per giorno la tua scelta e usa il fallimento come metro di misura per migliorare e non per arrenderti.


















