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GENESI DEL COSMO

  • Categoria dell'articolo:MINIMALISMO SPIRITUALE
  • Ultima modifica dell'articolo:06/02/2026
  • Tempo di lettura:9 mins read

Premessa

Prima di introdurre la serie dedicata alla cosmogonia, voglio fare una premessa che intende chiarire il filtro con cui verranno descritti gli articoli. Ogni articolo esprime un punto di vista alternativo sulla spiritualità, mettendo in discussione i sistemi di credenze che, sul piano culturale, hanno limitato la conoscenza come forma di potere.

I sistemi di credenze non sono una verità assoluta

Sono profondamente convinta che per imparare a conoscersi sia necessario esplorare la storia del mondo antico fino a quello moderno, compresa la formazione dei sistemi di credenze.

Il linguaggio con cui scelgo di espormi è simbolico e interpretativo. Le risorse, se usate con spirito critico, possono diventare uno strumento guida, per un percorso trasformativo tangibile e concreto. Mi piace descrivere la spiritualità come “non dogmatica” perché personalmente non seguo una sola corrente di pensiero, ma preferisco avere una visione olistica che non incasella, in maniera forzata, le emozioni e i pensieri. Penso che intrecciare diverse teorie a carattere scientificomitologicospiritualeesoterico e psicologico sia la chiave per accedere alla conoscenza.

Cosmogonia

La cosmogonia è l’interpretazione della genesi dell’esistenza, dove concetti scientifici e spirituali raccontano le origini della materia che coesiste con il divino che ci ha dato alla luce.

L’etimologia di “cosmogonia” deriva dal greco “kosmogonía” dove “kosmos” significa “ordine” e “gonía” significa “nascita”, quindi “nascita dell’ordine”.

Ed è proprio dai concetti di cosmogonia che voglio iniziare a raccontare come tutto ha avuto inizio.

La trasformazione dal disordine del caos all’ordine del cosmo

In origine c’era un principio che assomigliava a un vuoto sconfinato, caotico e silenzioso chiamato caos.

L’etimologia di “caos” deriva dal greco antico “kháos” che significa “spazio spalancato” o “voragine”, indicando uno stato primitivo oscuro e informe.

Metaforicamente, il vuoto era un’energia potente e incontrollata. Quando raggiunse il culmine, scatenò uno scoppio che generò un moto vibrazionale, espandendo l’energia e dando inizio a un processo di trasformazione. La scienza chiama questo fenomeno Big Bang.

Il Dio e la Dea, gli archetipi primordiali della creazione

Insieme all’energia sprigionata dal caos, emersero le prime divinità: il Dio Grande Padre e la Dea Grande Madre. Le due divinità rappresentano gli archetipi primordiali del maschile e del femminile, e insieme il mito della creazione dell’esistenza.

L’armonia attraverso il cambiamento, ciclicità e sincronicità

Sono figure simboliche che hanno generato il principio del cambiamento e il fondamento della ciclicità come punti di riferimento per ottenere l’armonia, ovvero il cosmo.

L’etimologia di “cosmo” deriva dal greco antico “kósmos” che significa “ordine”, in contrapposizione al concetto di disordine dato dal caos.

Un esempio concreto e attuale, di cambiamento e ciclicità, sono le stagioni.

La realtà che ci circonda è il risultato della sincronicità tra cambiamento e ciclicità. Quando avviene un cambiamento all’interno di un ciclo, l’attrito energetico ne manifesta il segnale come indicatore di una trasformazione imminente.

Questi nodi sincronici diventano una guida che connette il processo trasformativo dell’energia alla materia della realtà.

Per una narrazione più simbolica, il Grande Padre può essere visto come colui che ha strutturato il contenitore, dove la Grande Madre ha potuto plasmare il contenuto. La cooperazione tra le due divinità ha permesso di tracciare i confini dell’universo e del multiverso, dove generare le cose animate e inanimatevisibili e invisibili.

È da quest’unione che hanno avuto origine le prime stelle deducendo che, come narra il testo della canzone di Alan Sorrenti, noi siamo i figli delle stelle.

Il caos, da una forma oscura e disordinata è diventato cosmo, una forma luminosa e ordinata.

Elementi primordiali

L’espansione energetica generata durante lo scoppio ha permeato tutto l’universo e il multiverso di onde elettromagnetiche, dove nacquero primi campi magnetici in grado di applicare una trasformazione. Questi campi rappresentano la struttura vibratoria dei cinque elementi primordiali: l’etere, il fuoco, l’acqua, la terra e l’aria.

Gli elementi primordiali come campi magnetici

Gli elementi primordiali interagiscono tra loro come flussi di energia, creando degli impulsi elettromagnetici, cioè dell’energia carica di elettricità in grado di attrarre (come un magnete) le molecole della materia e avviare il processo del cambiamento. La loro cooperazione è sempre in continuo movimento nei campi elettromagnetici.

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L’elemento etere, il registro della memoria ancestrale

Il primo elemento energetico riconosciuto è stato l’etere, un luogo definito memoria ancestrale che registra ogni azione e reazione che rilasciamo nello spazio e nel tempo. È anche il luogo dove l’anima, la luce che abita i nostri corpi, come fossero un tempio, sceglie il suo destino.

Evoluzione terrestre

Dall’unione degli elementi primordiali nasce la materia.

In chiave simbolica, il fuoco, l’acqua, la terra e l’aria, si possono associare agli eoni geologici che hanno caratterizzato l’evoluzione della terra fino alla comparsa degli uomini.

Gli stadi della materia come processo di trasformazione

In fisica, invece, si possono associare agli stadi della materia: plasmatico (fuoco), gassoso (aria), liquido (acqua) e solido (terra). La conoscenza degli stadi che danno forma alla materia è utile per comprendere come gli elementi siano interconnessi nel processo di trasformazione.

L’etere non è comunemente associato a uno stadio della materia, ma potrebbe essere definito come un ipotetico stato irradiante, poiché rappresenta la dimensione energetica delle memorie ancestrali.

Il dinamismo che muove la materia in due direzioni

Gli elementi cooperano tra loro in un moto convettivo costante che muove la materia in direzione ascendente e discendente. Questo dinamismo ha guidato la formazione dei sistemi planetari e si osserva tuttora nel sottosuolo del Pianeta Terra, come testimonianza del pensiero ermetico in cui dice che “così è in basso, come così è in alto”. In pratica, l’ordine della superficie terrestre e il disordine del nucleo non possono esistere senza coesistere.

Il sistema solare come esempio dell’ordine cosmico

Il nostro sistema planetario si chiama Sistema Solare poiché la stella che ci illumina è il Sole. Dalla polvere solare sono nati i pianeti, tra cui la Terra. Da uno scontro con un corpo celeste identificato in Theia, nasce la Luna il nostro satellite che regola le maree e i ritmi della vita.

Gli eoni geologici a confronto con gli elementi

L’evoluzione terrestre è scandita dal tempo degli eoni geologici, periodi temporali immensi, dove sono avvenute molteplici trasformazioni del pianeta fino alla comparsa dell’uomo.

  • Eone ADEano: È il periodo più buio e turbolento, dominato da calore magmatico, attività vulcaniche e da bombardamenti meteorici. Simbolicamente, potrebbe rappresentare Hades (o Ade), la divinità degli inferi che governa sulla morte e sull’oscurità. È associato all’elemento fuoco, dove pietre e metalli sono gli unici che riescono a resistere e conservare la propria struttura. In particolare, il ferro e il nichel, metalli pesanti che si sono cristallizzati nel nucleo interno.
  • Eone ARCHEano: In questa fase il pianeta inizia a raffreddarsi, il vapore si condensa dando origine ai primi oceani e la crosta terrestre a consolidarsi. L’etimologia di “archeano” deriva dal greco “arche” ovvero “principio”. È associato all’elemento acqua come grembo fertile in cui compaiono i procarioti, forme di vita unicellulare. L’acqua è da sempre considerata una fonte di guarigione e non a caso, gli esseri viventi sono fatti per almeno il 70% di acqua.
  • Eone PROTEROzoico: È il periodo in cui l’ossigeno si accumula nell’atmosfera grazie ai cianobatteri, delle pseudo alghe che riescono a vivere in ambienti ostili; si stabilizzano le prime grandi placche terrestri. L’etimologia di “protero” deriva dal greco “anteriore”, riferendosi allo stadio che precede l’arrivo della vita complessa. É identificato nell’elemento terra, che rappresenta una base stabile su cui si poggiano le prime forme di vita
  • Eone FANEROzoico: È la fase in cui la biodiversità esplode e le piante iniziano a colonizzare le terre emerse. Compaiono gli animali complessi: dai grandi dinosauri fino ai mammiferi, arrivando infine all’essere umano. È rappresentato dall’elemento aria che significa “manifestazione della vita”. L’aria non è più solo uno stadio gassoso, ma ossigeno puro che permette di respirare, è quindi il soffio vitale che accende la vita.

Coscienza umana

Dopo che gli elementi hanno lavorato a lungo per realizzare tutto il mondo che conosciamo, finalmente arriva l’uomo che, in principio, era un involucro inerte, ma che attraverso il soffio vitale si accende per permettere all’anima di prendere posto nel corpo.

I primi uomini e lo sviluppo della mente e dell’ego

I primi uomini erano creature primitive prive di logica e dotate di istinto. L’anima, che è la LUCE connessa alla sorgente divina, abitava i loro corpi e poteva esprimersi nella massima espressione di autenticità. Le generazioni successive svilupparono mente ed ego, mondi interiori dell’uomo che appartengono all’OMBRA.

L’istinto è quindi affiancato dalla logica che però, attraverso il progresso, prese il sopravvento sulla dualità umana, interrompendo la connessione animica. La comunicazione con l’anima ha iniziato a venire meno, in favore di un’esistenza orientata al materialismo, influenzando anche la percezione della realtà.

La dualità umana tra ombra e luce come il caos e il cosmo

Il Dio e la Dea coesistono come rappresentanti della trascendenza umana. Essendo due figure simboliche in opposizione, così come il caos e il cosmo, la natura umana prevede la dualità tra ombra e luce che riflettono delle sfaccettature della personalità.

L’allontanamento progressivo dalla luce e il sopravvento delle ombre hanno permesso all’uomo di mostrare resistenza verso ciò che non può vedere e spiegare. Ma una famosa citazione, del Piccolo Principe, ci ricorda che l’essenziale è invisibile agli occhi.

La maggioranza della società moderna ha smarrito la strada verso la propria anima, anche se negli ultimi anni si sta assistendo a un crescente risveglio spirituale, permettendo il ritorno alla sorgente divina o per i più scettici, il ritorno alla propria autenticità.

Con questa visione si conclude il primo articolo della serie sulla cosmogonia, lasciando spazio al secondo, che esplorerà i piani di esistenza cioè l’architettura dell’universo dalla sorgente divina fino al sottosuolo della Terra.

Se ti è piaciuta la mia visione di spiritualità non dogmatica o ti piacerebbe approfondire l’argomento, scrivimi, per me sarà un piacere avere la possibilità di confrontarmi.

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Ambra Pamela Girardi

Lavoro come Minimalist Soul Coach, accompagno donne disorientate a ritrovare armonia nella vita e nella casa affinché possano incontrare la loro personalità autentica e lo faccio intrecciando minimalismo e spiritualità non dogmatica.