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PAROLA GUIDA

  • Categoria dell'articolo:TEORIE EVOLUTIVE
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Scegliere una parola come guida che ti accompagna, ogni giorno dell’anno, diventa un dolce rituale che ti allontana dall’ansia che invece provocano i classici buoni propositi di inizio anno. Quando sei disorientata e ancora non conosci la tua autenticità e direzione, una lista di azioni da intraprendere con l’entusiasmo di dare al nuovo anno la magia degli inizi, diventa un fallimento subito dopo il primo mese.

Senza avere una chiarezza interiore dei propri limiti e degli obiettivi da raggiungere diventa difficile mantenere disciplina e costanza. Motivo per cui scegliere un termine che accompagna le tue azioni è più efficace perché non è imperativo e giudicante, ma ispirativo e incoraggiante.

Lo scopo di scegliere una parola che incapsula il tuo anno serve come spunto di direzione, come una bussola per orientarti in ogni momento della tua giornata. Diventa come un talismano a cui affidare la tua energia, la tua forza e il tuo coraggio per affrontare le impervietà che potresti incontrare.

Origine della tradizione

La tradizione della parola guida nacque presso la GfdS, l’istituzione linguistica tedesca, che gestiva un archivio chiamato Eternità, aggiornato costantemente con le parole più frequenti rilevate da giornali e media, per studiare come il linguaggio comune cambiasse nel tempo.

Il linguista Broder Carstensen, nel 1970, durante l’analisi delle parole, notò un’impennata nell’uso di una in particolare: ribelle. Era un termine in voga per descrivere i movimenti studenteschi che caratterizzavano quegli anni.

Così, nel 1971, decise di pubblicare una rubrica con l’intento di eleggere le parole simboliche dell’anno. Lo scopo iniziale di questa iniziativa era puramente osservativo – per dimostrare come una sola parola potesse fotografare lo spirito di un’intera epoca – ma con il tempo diventò un rituale annuale per creare una capsula del tempo attraverso le parole.

Fu così che venne promossa la tradizione di ricercare una parola dell’anno per dare un significato simbolico ai mesi a venire. Una pratica poi adottata in Inghilterra e in America, divenendo una ricorrenza famosa in tutto il mondo e curata, anche in Italia, dalla Treccani.

Credo che sia un metodo interessante per ispirare, allo stesso modo, l’inizio di un percorso, come se fosse la tua stella polare, un punto di riferimento per iniziare a riposizionare la bussola della tua vita.

Abitudine senza annualità

Ogni anno, per me, è ormai diventata una consuetudine scegliere una parola guida (o parola dell’anno) che mi possa accompagnare nei dodici mesi. Si tratta di scegliere un termine significativo che funge da pilota, da usare come promemoria quando sei fuori rotta, per ricordarti la direzione da prendere.

Sinceramente, la mia è un’abitudine senza annualità, cioè che non scade a inizio anno. Personalmente, sento più il Capodanno a settembre piuttosto che a gennaio, per cui preferisco scegliere una parola a inizio anno che poi riprenderò a metà anno, per osservare se effettivamente è una bussola ancora valida.

La ricerca della parola è un metodo interessante e affascinante per focalizzare l’attenzione in ogni area della tua vita, come se fosse il tuo punto di riferimento per il tuo nuovo cammino.

Ho iniziato anni fa, per gioco, a scegliere la parola dell’anno e alcune di queste sono state: dignità (2017) della mia autostima, libertà (2018) di espressione, resilienza (2019) per affrontare le difficoltà, ritrovarmi (2020) dopo un difficile divorzio, chiusure (2021) delle cose rimaste in sospeso, prosperità (2022) perché me lo merito, snellire (2023) cioè togliere il rumore, disciplina (2024) per orientare i miei progetti e divertimento (2025).

Quest’anno ho scelto imperfezione (2026) perché voglio ridimensionare la mia mania di controllo e seguire il motto “Fatto è meglio che perfetto!”. Quale sarà la mia parola del 2027?

Se vuoi provare a tirare a indovinare, scrivimi qual è, secondo te, la parola che ho scelto.

Trovare la parola

Se anche tu vuoi trovare la parola guida che rappresenta il tuo anno, posso suggerirti alcuni spunti per iniziare:

  • Non avere fretta, prenditi il tempo necessario per lasciare che il suono delle parole possa insinuarsi nella tua testa, come una melodia che ti accompagna già dal mattino, appena ti svegli.
  • La scelta della parola guida diventa giusta quando senti che esplicita un’energia intenzionale. Su un foglio segna le tue aree della vita e chiediti cosa ti manca. Lasciati ispirare dal tuo istinto.
  • Se chiudi gli occhi, a quale emozione pensi per prima? Come vorresti sentirti? Cosa senti che ti manca e di cui hai fortemente bisogno? Forse dell’amore? Della felicità? Della stabilità?
  • Immaginati in una realtà alternativa, dove hai esattamente tutto quello che desideri. Come l’hai raggiunto? Quale sentimento ti ha mosso per raggiungere i tuoi obiettivi?
  • Se senti che la parola scelta da sola non basta, affianca una frase significativa come un mantra, un testo motivazionale, un estratto di libro, un motto che rafforzi il concetto che vuoi esprimere.

Quando hai scelto la parola, trova un punto visibile della tua casa dove scriverla. Con gli impegni quotidiani, è facile perdere di vista la tua guida. Puoi giocare con la creatività, fare un segnalibro da mettere nel tuo diario, un quadretto da appendere all’entrata di casa, un adesivo da mettere sul frigorifero, l’importante è che sia a portata di mano.

E ora dimmi: hai scelto la tua parola guida di quest’anno? Se ti fa piacere, scrivimi per raccontarlo.

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Ambra Pamela Girardi | Minimalist Soul Coach

Accompagno donne disorientate a ritrovare unicità e direzione, intrecciando minimalismo e spiritualità non dogmatica, per liberarsi dal rumore nella vita e nella casa.